Ansia e Vita da Expat

novembre 22nd, 2013 | Posted by Somesh Valentino Curti in Articoli Interessanti
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9 Dicembre 2013, by Somesh Valentino Curti

Disturbi d'ansia
Photo by Flickr user Freddie Pena

Nel mio lavoro di psicologo ad Amsterdam mi ritrovo spesso a dare aiuto e supporto a persone con disturbi d’ansia: attacchi di panico, agitazione cronica, stress, tensioni psico-fisiche, insonnia ecc.

Sembra che tutti questi fenomeni siano sempre piú frequenti e che, addirittura, stiano diventando parte integrante della nostra vita quotidiana. Ovvero non siano piú alterazioni o disturbi, ma bensí delle normalitá: “Sono stressato!”, “Non ce la faccio piú!”, “Che vita che faccio, sempre a correre!” “Sono esaurito!” ecc.

Che cosa ci sta accadendo? Come mai viviamo uno stato d’ansia costante?

La crisi e l’ansia

L’ansia è un fenomeno crescente nella nostra societá. Siamo frustrati perché investiamo le nostre energie o in lavori che non ci piacciono ma che dobbiamo accettare, oppure in lavori che amiamo, ma sembra che i nostri sforzi non siano mai abbastanza. Le nostre vite cambiano o troppo in fretta e non riusciamo a stare al passo, o per niente, nonostante tutti i nostri sforzi. La prospettiva futura di una famiglia, di una carriera o di una svolta professionale gratificante sembrano impossibili. Dobbiamo pagare affitti esorbitanti e, in alcuni casi, dobbiamo risparmiare dei soldi da mandare in patria per supportare la famiglia o gli amici.

“Devo accettare di lavorare di piú e magari essere pagato di meno?”

“Troveró mai un lavoro che mi soddisfi?”

“Quando potró formare una famiglia e sistemarmi?”

Questa insicurezza crea stress e viviamo una profonda incompatibilitá tra quello che vogliamo e quello che la societá ci chiede.

Ed é qui che l’ansia entra in gioco…

Ansia e vita da expat

Essere un expat non e’ semplice, non solo per quanto riguarda tutti i problemi pratici che dobbiamo affrontare, ma anche per l’intensitá con la quale viviamo tutta quella serie di situazioni emotive in cui possiamo essere coinvolti o che le persone a cui vogliamo bene possono essere coinvolte, quali: solitudine, conflitti al lavoro o nella coppia, difficoltá nell’adattarsi ad un nuovo contesto culturale, incomprensioni, paura del futuro, stress, insoddisfazione ecc.

All’estero non abbiamo la nostra famiglia, i riferimenti culturali, i nostri posti preferiti, il cibo e il supporto dei vecchi amici. Ci manca il sentirci radicati psicologicamente ed emotivamente in un territorio. Questa situazione puó portare a galla un senso di isolamento e solitudine, e come expat possiamo essere piú suscettibili a questo tipo di sofferenza.

Vivere all’estero rivela le nostre insicurezze e paure, e spesso ci spostiamo in nuovo paese proprio perché vogliamo lasciarcele alle spalle… E realizziamo solo dopo, che non è una soluzione e che le abbiamo portate con noi in valigia!

Che cos’é l’ansia?

L’ansia é un fenomeno temporaneo nel sistema psico-fisico umano. Si puó esprimere in modo cronico e prolungato o puó esplodere all’improvviso in attacchi di panico.

Si tratta di un segnale di allarme, la cui funzione è di spostare la vostra attenzione verso ció che vi accade dentro e di iniziare a prendervi cura di voi stessi. Si tratta di un invito a riscoprire le vostre prioritá perdute e che cosa conta veramente per voi.

L’ansia vi spinge “con forza” ad abbandonare i vostri vecchi modi d’essere (abitudini, comportamenti, modi di pensare ecc.) che non hanno piú nulla a che vedere con quello che siete all’oggi. In questo modo potete fare spazio per il Nuovo che spinge per emergere in voi.

La prima cosa da capire è che non bisogna avere paura dell’ansia, ma bisogna bensí accettarla, riconoscendo che si tratta di un fenomeno temporaneo con una sua funzione e un suo scopo.

Immaginate di vivere in una casa piena di cose vecchie

Immaginate di vivere in una casa piena di cose vecchie: come vi sentireste? C’è polvere dappertutto, non riuscite a muovervi, potete farvi male, non riuscite a respirare bene ecc. Dopo un pó non potrete reggere piú, ed è qui che l’ansia si manifesta. Il problema quindi non è l’ansia in sé, anzi si puó dire che è una cosa buona perché segnala, attraverso un malessere, che c’è una situazione di cui prendersi cura. Il problema reale infatti sono le cose vecchie di cui bisogna liberarsi!

L’ansia è positiva, perché vi mette in moto e vi dá una spinta nella direzione giusta. La Psiche usa infatti il linguaggio della sofferenza come unico modo possibile per spostare la vostra attenzione verso ció che realmente è importante. L’ansia è una sveglia. Sta a voi non lasciarla suonare per troppo tempo!

Rifondarsi nel corpo

I sintomi dell’ansia sono in generale: respiro superficiale e affannoso, attivitá mentale frenetica, tensioni a livello emozionale.

Tornare al corpo è il modo migliore e piú immediato per darvi immediatamente un nuovo “grounding”, ovvero per abbassare i sintomi e darvi un senso di stabilitá. Dedicarsi ad esercizi di bodywork, di ampliamento del respiro e a tecniche meditative, aiuta a ridurre i sintomi e a favorire un movimento della vostra energia verso le gambe, la zona pelvica e la pancia. Si tratta di aree con cui se si entra in contatto, portano a un profondo benessere e a una gioia naturale.

Rifondarsi nelle emozioni

In parallelo al lavoro sul corpo è importante imparare ad entrare in contatto e ad esprimere le vostre emozioni in modo piú intimo e consapevole.

Iniziate ad aprirvi per esempio con le persone importanti della nostra vita e a condividere con loro le vostre emozioni e i sentimenti nascosti dietro al muro dell’ansia.

Si tratta di un viaqgio in profonditá, in cui potete provare a lasciar andare le difese e a favorire in questo modo il processo di guarigione.

Alcuni suggerimenti

In breve:

› Non abbiate paura dei sintomi dell’ansia, iniziate a dare un’occhiata al vostro stile di vita e a chiedervi: C’é qualcosa che posso cambiare per ridurre il mio malessere?

› Condividete quello che vi sta accadendo con le persone importanti della vostra vita e andate in profonditá nel descrivere come l’ansia vi fa sentire.

› Allenatevi ad osservare e a prendere distanza dall’ansia, voi non siete i sintomi che sentite, si tratta di fenomeni temporanei che come sono venuti, se ne andranno.

› Tornate al corpo e riconnettetevi con la natura. Per esempio, osservatevi quando camminate, portate la vostra consapevolezza ai piedi e alle gambe, rilassate il respiro e rallentate il passo. Niente è piú importante di quello di cui avete bisogno nel momento.

› Se i sintomi persistono e sentite che avere un supporto vi puó aiutare, allora la terapia puó essere un buon laboratorio in cui vi potete allenare ad aprirvi, per poi integrare nella vostra vita gli insights raggiunti e le cose imparate.

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Se volete contattarmi: info@expat-therapist.com
 






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2 Responses

  • Ann Kuis says:

    A very good article, nicely written.

  • I love this article on anxiety, especially the positive notion of seeing anxiety as a signal for change, for a deeper look at what is going on. I moved to a new country 2 years ago and experienced many of the feelings you write of. My family is here which is why I came but I did not expect to miss my land so much, the familiarity of place, as well as my dear friends, of course. Anxiety was my constant companion during that time of adjustment. A very helpful article. Thank you.



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