Comprendere i giudizi e i sentimenti negativi

aprile 25th, 2016 | Posted by Somesh Valentino Curti in Articoli Interessanti
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28 Aprile 2016, di Somesh Valentino Curti

Depression Men Sadness Praying Fear Emotional Stress FrustrationVi sentite intrappolati in un modo di pensare negativo, vi autocriticate eccessivamente o cercate di evitare i sentimenti negativi a tutti i costi? Ecco alcune strategie efficaci per affrontare le emozioni negative in modo sano e aperto.

“Io non sono abbastanza”
“Io sono sbagliato”
“Io sono un fallito”
“Io sono un incapace”
“Io non valgo”

Questi sono alcuni dei giudizi negativi che possiamo provare durante la nostra vita. Questi giudizi sono spesso dolorosi e la nostra prima reazione è di solito quella di nasconderci da loro, rifiutarli o di coprirli. Lo facciamo per lo più investendo tempo ed energia nel raggiungere degli obiettivi, nel possedere delle cose o nell’ottenere riconoscimento ed approvazione da parte degli altri, nella speranza di sentirci poi meglio con noi stessi. Questo approccio peró porta per lo più ad una soddisfazione temporanea ed apparente, e non ad una vera e propria posizione stabile, fondata sulla felicità. In pratica, non funziona!

Ma allora, che cosa dobbiamo sapere e quali azioni dobbiamo intraprendere per poter affrontare i giudizi negativi?

La grande trappola

La grande trappola nell’avere a che fare con i giudizi negativi è che piú cerchiamo di disfarcene, piú sembrano rimanerci appiccicati addosso. ‘Things grow where attention goes’ (I problemi si ingrandiscono piú diamo loro attenzione). In pratica piú cerchiamo di evitare o di liberarci dei sentimenti negativi, piú diventano forti.

Il risultato è che la felicitá sembra allontanarsi sempre di piú da noi e diventa una sorta di obbiettivo esterno che non riusciamo mai veramente a raggiungere.

I giudizi negativi non sono un nemico

I giudizi negativi non sono piacevoli e spesso sono molto dolorosi, ma dobbiamo comprendere che non sono un nemico. Sono solo il sintomo di una sofferenza che è giá dentro di noi, causata da situazioni passate spiacevoli.

Ecco due esempi presi dai miei clienti:

“Mio padre non era per niente presente o di supporto nei miei confronti. Ho sofferto molto e ho iniziato a pensare che era colpa mia, che c’era qualcosa di sbagliato in me”. Lisa – 28 – Spagna

“Quando ero piccolo mia mamma era molto invadente nella mia vita e disconfermava le mie scelte; questo mi ha fatto sentire incapace e non forte abbastanza per affrontare il mondo da solo”. Marco – 36 – Italia

Accettare i sentimenti é la chiave per spostarci verso una posizione piú aperta, ampia e perció stabile nella vita. Emozioni e sentimenti si muovono su un continuum che vá da un polo positivo ad uno negativo. Piú siamo aperti a sentire i sentimenti negativi quando emergono, piú siamo in grado di godere di quelli positivi.

Dire SI al NO

Il modo migliore per approcciare la nostra sofferenza e i giudizi negativi è quello di volerli genuinamente incontrare. Se infatti iniziamo ad adottare un approccio aperto a stare con cosa sentiamo veramente, anche se magari è doloroso, ci ritroveremo ad essere felici. Facile a dirsi forse, ma l’amore è l’unico modo per affrontare il negativo.

L’amore é un SI aperto, capace di contenere anche il NO. Giudizi e ferite hanno bisogno della nostra attenzione amorevole tanto quanto quelli positivi, o forse maggior ragione di piú di loro. Nell’aprirci al massimo delle nostre capacitá, li reintegriamo nel nostro sistema. Questo processo rende disponibile una grande quantitá di energia, che viene cosí poi utilizzata per produrre un senso di completezza, un sentimento di contentezza e aiuta a guarire le nostre ferite passate. In questo modo, scopriamo dentro di noi una nuova sorgente di positivitá, senza bramare sentimenti positivi dal mondo esterno. In pratica il SI guarisce profondamente i nostri bisogni insoddisfatti che sono alla base della nostra sofferenza.

Indulgere nel negativo

Avvicinarsi ai sentimenti e giudizi negativi, senza rifiutarli, non significa indulgervi. Per indulgere intendiamo quei momenti in cui pensiamo solamente ai giudizi negativi che abbiamo di noi stessi e ne rimaniamo identificati. Si tratta in pratica, a livello psicologico, di un estremo tentativo di controllare e limitare il dolore emotivo. Indulgere significa inoltre sviluppare un attaccamento attivo verso i sentimenti negativi; è un pó come sedersi con loro in un angolo buio. Una situazione che crea sofferenza ma che in qualche modo ci fa anche sentire al sicuro e protetti.

I nostri sentimenti negativi hanno bisogno della nostra cura ed amore, esattamente come i bambini che piangono hanno bisogno di una buona ma equilibrata attenzione da parte dei genitori. Troppa poca attenzione rende la sofferenza più profonda e troppa attenzione crea insicurezza e paura.

L’ultima frontiera

In ultima analisi, essere aperti alla nostra negatività significa essere aperti e vulnerabili ai due principali sentimenti viscerali, che sono dietro a quasi ogni brutta esperienza che abbiamo avuto nella nostra vita: Dolore emotivo e Rabbia. In realtà, noi sperimentiamo una grande paura ad avvicinarsi a questi sentimenti. Superare tale paura è il passo più importante per iniziare a vivere pienamente la nostra emotivitá e quindi ad avvicinarci alla felicitá.

Dolore e rabbia sono la frontiera dei nostri peggiori incubi, ma spesso ignoriamo che superarla ci porta a scendere nella valle dell’amore e a raggiungere il picco della nostra autostima!

Esercizi utili

Ecco un paio di esercizi che possono aiutarvi ad incontrare i vostri sentimenti dolorosi e la rabbia in modo positivo:

› Aprirsi al dolore emotivo

Ex. 1: Sdraiati sulla schiena, metti i piedi per terra e chiudi gli occhi. Metti le mani dove senti il dolore emotivo o dove ci sono tensioni nel corpo e respira profondamente e delicatamente attraverso la bocca. Non utilizzare il respiro per reprimere i sentimenti né per spingerli fuori. Basta respirare attraverso di loro come un vento caldo soffia attraverso l’erba. Se affiora un pianto spontaneo, lascia che sia, mantieni la posizione e respira attraverso il dolore fino a sentire che l’espressione è completa per il momento. Potresti godere di un profondo senso di liberazione e di rilascio. Se affiora la paura, respira anche attraverso di essa, non seguirla o reprimerla, si dissolverà.

› Esprimere la rabbia

Ex. 2: Le tre regole di base per esprimere la rabbia sono: non farti del male, non fare del male agli altri e non rompere oggetti. Quando rompiamo queste regole la rabbia diventa distruttiva e il risultato è che rimane in noi o puó diventare ancora più grande e in questo modo ci iniziamo a sentire sempre meno in contatto con una nostra forza. Se rispettiamo le regole invece, la rabbia viene rilasciata e aumenta la nostra fiducia in noi stessi.

Metti un cuscino per terra di fronte al letto e uno sul letto di fronte a voi. Utilizzate per 10 minuti una musica che invogli l’espressione della rabbia e iniziate a picchiare il cuscino in modo ritmico con entrambi i pugni o con un braccio alla volta. Se vi sentite bloccati immaginate situazioni o persone che vi hanno ferito o non rispettato. Dopo i 10 minuti di catarsi riposatevi per 5 minuti in silenzio.

Onora te stesso

Per concludere questo articolo vorrei condividere questa bella citazione di Jeff Foster con voi, che ci invita a riconoscere quella intelligenza presente dietro tutte le forme di espressione del nostro essere. Questa è la fonte che dovremmo sempre onorare e riconoscere, perché la felicità viene da sé:

“Respira nelle sensazioni scomode; dai loro dignità. Onorale invece di chiuderti a loro, lasciandole senza calore. Durante l’ispirazione senti o immagina che il tuo respiro si muova nell’area trascurata e dolente, infondendola di vita e di amore. Riempi l’area a disagio nel tuo corpo di ossigeno, tepore e dignità. Non cercare di ‘guarire’ le sensazioni, o nemmeno di ‘lasciarle andare’. Vogliono essere incontrate, onorate, incluse nella scena presente. Assumi che anche il disagio possegga intelligenza; che non sia contro di te. Sappi che la vera gioia non è l’assenza o l’opposto della tristezza o del dolore, ma la disponibilità ad abbracciarle.”

Jeff Foster

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Se volete contattarmi: info@expat-therapist.com

 

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