Lavorare con il cuore

aprile 6th, 2013 | Posted by Somesh Valentino Curti in Articoli Interessanti
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26, Marzo, 2013 scritto da Somesh Valentino Curti

Working with the Heart

Photo by Flickr user epSos.de

Nel mio lavoro come psicologo ad Amsterdam mi rendo conto, giorno dopo giorno, che cio’ che veramente fa la differenza, per poter uscire dai nostri malesseri, e’ il cuore. Sembra banale e magari non scientifico, ma mi prendo il rischio di essere criticato per questo e, se devo dire la verita’, non mi importa piu’ di tanto.

Ci siamo dimenticati il cuore nello scantinato. Lo abbiamo relegato in un angolo buio, e abbiamo lasciato che la testa prendesse il potere rendendoci insensibili e calcolatori. Glielo abbiamo lasciato fare senza protestare piu’ di tanto, facendo finta di niente, meglio che accettare il caos di emozioni, sentimenti e paure in cui vivevamo. Abbiamo preferito non vedere, non prendere responsabilita’ per quel che siamo e per quel che ci succede: insuccessi, abbandoni, rischi non presi, rimpianti ecc. Ogni situazione della nostra vita e’ uno specchio che riflette chi siamo: se riconosciamo che abbiamo una responsabilita’ (non una colpa!) per il nostro malessere, allora siamo vicini ad un cambiamento significativo. Superare le nostre crisi e’ possibile, ma richiede coraggio e prendersi il rischio di vivere e sentire (col cuore appunto) il dolore che ci portiamo dentro, per poi poter finalmente riaprirci alla vita in modo nuovo.

Viviamo in una societa’ meccanica, in cui vige e domina il proclama urlato un paio di decenni fa, da un gruppo musicale italiano: “Produci Consuma Crepa!” (CCCP- “Morire”). Questa e’ la presa in giro in cui viviamo. Siamo carne da macello: costretti a produrre facendo lavori per lo piu’ inutili, assurdi e frustranti; a consumare senza limiti e al di sopra delle nostre possibilita’, per lo piu’ prodotti inutili, assurdi e frustranti; e a crepare in fretta, perche’ siamo diventati per lo piu’ inutili, assurdi e frustranti!

Nel mio lavoro cerco di riportare il cuore al primo posto. Vedo che manca e vedo tanta nebbia che offusca le nostre menti cosi civilizzate, ma ancora cosi’ infantili e immature emozionalmente. Abbiamo impiegato secoli per creare la nostra supremazia tecnologica a scapito delle risorse della terra e dei paesi piu’ poveri, ma emozionalmente non andiamo oltre i 7/8 anni di eta’. Non ci prendiamo la responsabilita’ di chi siamo, delle scelte prese e di dove vogliamo andare. Stagniamo li’ nel mezzo, senza nemmeno tentare di essere felici, perche’ per farlo, bisognerebbe ammettere che ci siamo cacciati da soli nei guai e che quindi siamo i soli a poterne uscire. Abbiamo paura di sentire il nostro dolore, di passarci attraverso e di rinascere un’altra volta alla vita, perche’ tutto questo implica presa di coscienza, sforzo e incertezza. Abbiamo paura di lasciare il sicuro malessere quotidiano per vivere il mistero della nostra vita.

Dobbiamo impegnarci a rilassare le nostre menti, pulirle bene e schiarirle; sganciarci dallo schema Produci-Consuma-Crepa; e semplicemente riprendere a vivere la vita secondo le nostre emozioni, mettendo l’amore in tutte le sue forme al primo posto.

Qualcuno una volta ha detto che la terapia e’ necessaria perche’ non c’e’ abbastanza amore nel mondo. Condivido appieno, lasciamo che la testa ci sostenga nelle cose pratiche e iniziamo a prendere decisioni chiedendo al nostro cuore cosa gli va di fare. Vedete, e’ li’ che risiede la gioia di vivere, e se finalmente diamo fiducia al nostro cuoricino di guidarci con la sua folgorante passione, allora non ci potranno essere barriere tra noi e la tanto agognata felicita’. “Provare per credere”, dicevano in un vecchio spot…gia’, dobbiamo smettere di credere e basta, senza provare, senza metterci in gioco per primi, senza rischiare il sicuro per l’insicuro e dare un morso ad un sandwich di realta’. Buon appetito.

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Se volete contattarmi: info@expat-therapist.com






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